La storia di Brienza

Brienza è un borgo dalla storia pluricentenaria, da far risalire al 7° secolo, probabilmente fondata dai Longobardi, come la radice germanica Burg (luogo fortificato) sembra suggerire, a partire dal suo nome latino: Burgentia, da cui …

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Brienza è un borgo dalla storia pluricentenaria, da far risalire al 7° secolo, probabilmente fondata dai Longobardi, come la radice germanica Burg (luogo fortificato) sembra suggerire, a partire dal suo nome latino: Burgentia, da cui il nome attuale degli abitanti di Brienza, i Burgentini.

La storia di Brienza si snoda quindi per ben quattordici secoli, se non di più, dalle origini altomedioevali sino all’odierno comune di Brienza, tutt’ora esistente ed impegnato nel recupero della propria lunghissima storia.

La storia di Brienza: prima di Burgentia

Sebbene si possa parlare di primo insediamento nell’area dell’attuale Brienza solo a partire dal sesto-settimo secolo dopo cristo, la zona era comunque abitata già in periodo romano.

A darne prova una serie di scavi archeologici iniziati nel 1984 in località Sant’Elena, che permisero di rinvenire tre stanze di una villa rustica del periodo romano repubblicano, intorno al primo secolo avanti cristo. In particolare un ambiente con un sistema di riscaldamento (molto probabilmente una cucina, un deposito e uno spazio dedicato a cisterna, rivestito di intonaco impermeabilizzante).

L’anno seguente, nel 1985, ulteriori scavi portarono alla luce altri tre ambienti dove furono recuperati un coltello in ferro, frammenti di bronzo rivestito da parti lignee, ceramiche e chiodi. In particolare il ritrovamento di un denario del 116 avanti cristo ha permesso una datazione terminus ante quem della distruzione del complesso.

Un successiva proiezione archeologica realizzata con mezzi per indagini geofisiche hanno dimostrato la presenza di un’ampia area di interesse archeologico, a dimostrazione della presenza di insediamenti nella zona già in epoca romana. Oggi queste testimonianze della storia di Brienza non sono più visitabili in quanto il complesso è stato nuovamente interrato a fini di conservazione.

La storia di Brienza: alto medioevo e nascita della città

Le prime costruzioni dell’insediamento di Brienza si devono all’architettura religiosa, a cominciare dal convento di san Giacomo, risalente al secolo VII e di ordine benedettino fino al suo abbandono nove secoli più avanti, e la chiesa di san Martino, di cui ancora oggi sono presenti i ruderi e che è databile tra il VII e l’VIII secolo.

Brienza compare nella storia documentata nell’849, nel trattato di spartizione di quello che fu il ducato longobardo di Benevento, nel quale il borgo viene assegnato al principe di Salerno Sinocolfo che la rende una piccola gastaldia.

In seguito alla distruzione da parte dei Vandali dei villaggi di Acerronia e Atina, Brienza aumenta i suoi abitanti grazie ai profughi di queste due città, che vanno a insediarsi nelle contrade di San Martino e Spineto.

La storia di Brienza: dalla prima costruzione del castello al periodo Angioino

La prima costruzione del castello, sulla sommità del colle, è databile intorno all’undicesimo secolo, costruzione che verrà poi ampliata e modificata sia dagli angioini, sia dalla famiglia Caracciolo.

La ricostruzione della storia di Brienza in questo periodo è alquanto complicata: la costruzione in un luogo così impervio fa pensare, come notava il sacerdote Giuseppe Paternoster nell’800, ad un periodo burrascoso, in cui l’instabilità politica e le scorrerie dei pirati rendevano necessario costruire degli insediamenti ben fortificati.

Nel 1080 è documentato il passaggio in eredità di Brienza a Guglielmo di Montescaglioso, figlio del più noto conte Roberto di Montescaglioso. In queste attestazioni Brienza non è più un piccolo Gastaldato ma bensì un vero e proprio feudo. Difatti lo sviluppo urbano del piccolo borgo deve essere proseguito in questo periodo storico, come possiamo dedurre dal numero di chiese presenti in questo periodo della storia di Brienza: ben sei nel dodicesimo secolo, periodo della costruzione della chiesa di Santa Maria Assunta.

Il governo sul feudo da parte dei discendenti dei Montescaglioso, non durò a lungo, in quanto questi persero la città e i suoi terreni per aver contribuito alla ribellione del 1155-56. Il feudo tornò quindi nelle mani dei re di Sicilia.

Brienza ricompare nella storia nel periodo tra il 1178-1188, quando, come sappiamo dal catalogo dei baroni, alcuni milites di Brienza partirono per le guerre sante.

Il feudo di Brienza venne riassegnato in pianta stabile solo sotto il controllo degli angioini, che lo affidarono a Rainaldo de Poncellis nel 1269 e ai suoi eredi che lo controllarono fino al tardo quattordicesimo secolo. In questo periodo il castello fu ampliato, probabilmente venne ricostruito il mastio e venne ampliata la cinta muraria, come testimoniano le architetture di queste costruzioni, tipicamente in stile angioino.

Il castello di Brienza visto dall'alto
Il castello di Brienza visto dall’alto

La storia di Brienza: La famiglia Caracciolo

La storia di Brienza incontra la famiglia che più a lungo ne controllò il destino, i Caracciolo, che danno l’attuale nome al castello che ha fatto la storia di Brienza.

È infatti nel 1428 che Petraccone Caracciolo acquista il feudo per la somma di mille once. Tuttavia nel primo periodo i Caracciolo non vi si stabilirono, fino a quando nel 1459 Giacomo Caracciolo divenne signore di Brienza.

Da questo punto della storia di Brienza in poi la Famiglia Caracciolo dominerà la città e il territorio, quasi senza interruzioni fino alla scomparsa del ramo principale della famiglia nel 1857, anno della morte di Maria Giulia Caracciolo, ultima discendente.

Sebbene i Caracciolo abbiano nei secoli sviluppato il castello e il borgo, la storia di Brienza ci ricorda che la convivenza tra i burgentini e i loro signori non fu sempre rose e fiori, specie nel XVII secolo: già nel 1616 si ha notizia di una violenta contestazione, mentre nel 1648 dovettero intervenire ben 400 soldati su ordine del feudatario Giuseppe Caracciolo, per sedare una rivolta scoppiata per degli aumenti della tassazione.

Ben migliore ricordo lasciò Litterio Caracciolo, signore di Brienza nella seconda metà del ‘700, che fece restaurare il castello nel 1783  e contestualmente arricchì il borgo con numerose opere d’arte, che rifondò nel 1788 l’istituzione benefica a favore dei poveri “Monte del S.S. Rosario di Brienza” e istituì la scuola per tutti i bambini burgentini, indipendentemente dal loro ceto sociale.

La storia di Brienza: Francesco Mario Pagano

Nel ricordare la storia di Brienza non è possibile non nominare quello che fu il suo personaggio più illustre e celebre nel mondo, ossia il giurista, letterato e patriota Francesco Mario Pagano.

Primogenito di Tommaso e Marianna Pastore, Francesco Mario Pagano nacque a Brienza l’8 dicembre del 1748. Alla morte del padre, quattordicenne Pagano si trasferì da uno zio a Napoli, dove studiò con profitto giurisprudenza. Già nel 1770 fu nominato professore della cattedra di Etica presso l’università Federico II, per passare a diritto criminale nel 1785.

Massone, fu tra i sostenitori della Repubblica di Napoli nel periodo napoleonico, stato di cui fu incaricato di redigere il progetto costituzionale. Dopo aver combattuto senza le truppe borboniche che assediarono Napoli, Pagano venne arrestato e dopo un processo sommario, giustiziato per impiccagione in piazza Mercato il 29 Ottobre del 1799.

Pagano non fu solo un animatore dei primissimi moti risorgimentali, ma è ricordato soprattutto per essere stato uno dei più grandi giuristi del suo tempo, tra i più importanti esponenti dell’illuminismo meridionale ed italiano. Si oppose alla tortura, ai fedecommessi, fu favorevole all’abolizione delle servitù feudali e delle imposte capitarie.

La sua fama come giurista era nota in tutta Europa, tanto che lo zar paolo I scrisse al re Ferdinando di Borbone per tentare di evitarne la condanna a morte, descrivendo Pagano come “fiore della cultura europea” e “più grande giurista dei nostri tempi”.

La storia di Brienza: terremoti e declino dopo il 1857

Con la morte di Maria Giulia Caracciolo e in generale al tramonto dell’era nobiliare, il castello di Brienza perse gradualmente importanza, non fu più ristrutturato, al contrario, i vari gestori ne vendettero più parti. Inoltre il terremoto del 1857 causò seri danni che non vennero riparati.

Depredati delle loro ricchezze, il borgo e il castello vennero abbandonati. Nonostante ai primi del novecento il castello venne dichiarato di interesse storico da parte del nuovo governo sabaudo, la situazione non cambiò significativamente.

Col terremoto del 1980 borgo e castello subirono gravi danni, in particolare il versante della “portella” del borgo che ad oggi è un insieme di ruderi, mentre il castello perse ben due pareti.

Per fortuna buona parte degli edifici del Borgo e del castello sono ancora in piedi, a testimonianza della storia secolare di Brienza.

Il castello di Brienza
Il castello di Brienza

La storia di Brienza: recupero e restauro del borgo

In tempi più recenti è cominciata un’opera di restauro e valorizzazione sia del borgo che del castello, per far rivivere la storia di Brienza, per qualche tempo dimenticata.

Un progetto sovvenzionato con quasi cinque milioni di euro punta alla creazione di un “Parco monumentale e culturale del borgo medievale del Castello Caracciolo di Brienza antica”, che punta a resturare, consolidare e valorizzare la storia di Brienza, del suo borgo medioevale e del castello Caracciolo. 

Il sito è oggi visitabile su prenotazione (a causa dei lavori di ristrutturazione e del pericolo delle strutture non ancora consolidate e quindi pericolanti). Nel periodo primaverile ed estivo il borgo è luogo di rievocazioni storiche che attraggono moltissimi visitatori.

Nonostante un secolo di disinteresse e ben due terremoti, al giorno d’oggi la storia di Brienza sembra avere un futuro radioso, grazie al recupero del borgo e del castello e la loro valorizzazione, nel riconoscimento della propria stessa storia.

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