La storia di Avigliano: la città lucana dalle origini ad oggi

Chi cerca di conoscere la storia di Avigliano nel dettaglio può avere non poche difficoltà. Nel web facile è ricercare le informazioni digitando ad esempio avigliano – wikipedia. Ma il modo migliore per poter conoscere l’Italia e il mondo è sicuramente viaggiare.

Prima di parlare della storia del comune lucano, però, la domanda che fin da subito molti potrebbero porsi è dove si trova Avigliano? La città sorge nella regione Basilicata, a venti chilometri da Potenza. É un comune noto per il suo dialetto particolare e il centro storico che attira turisti da tutta Italia e non.

Qui sono presenti diverse attrazioni d’arte e cultura come i palazzi storici costruiti tra il XIV e il XVII tra cui ti ricordo:

  • Palazzo Corbo
  • Palazzo Palomba
  • Palazzo Labella
  • Palazzo Masi
  • Palazzo Doria

e sono meta di turismo religioso le sue chiese molte di epoca medievale quali:

  • La Basilica Pontificia di Santa Maria del Carmine
  • La Chiesa di Santa Maria degli Angeli
  • La Chiesa di Santa Maria de Cornu Bonu
  • La Chiesa di San Vito

Famoso è il Castello di Lagopesole, costruito da Federico II di Svevia per lo svago e la caccia. Degna di nota è anche Piazza Gianturco dedicata a Emanuele Gianturco, giurista e politico italiano a cui la città lucana ha dato i natali.

Il Comune di Avigliano oltre ad ospitare eventi culturali, è sede anche di feste gastronomiche. Ti ricordo quella della sagra del baccalà, uno dei prodotti tipici insieme ai peperoni cruschi.

Certamente se fai qualche ricerche in internet e digiti “avigliano cosa vedere” hai modo di trovare altre informazioni in merito. Inoltre troverai notizie sui percorsi più comodi per poter raggiungere la città nella maniera più facile e veloce.

Continuando con la lettura dell’articolo, leggerai della storia di Avigliano in breve informandoti:

  • dalle origini del nome a Federico II di Svevia
  • dai Doria signori della città fino a Napoleone
  • del periodo post unitario e del brigantaggio
  • dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi.
la storia di avigliano città della Basilicata
Avigliano

La storia del comune di Avigliano

Prima di addentrarci nella storia del comune di Avigliano voglio darti delle notizie relative all’origine del nome della città della Basilicata.

Secondo lo storico aviglianese Tommaso Claps, Avigliano è stata costruita sotto l’impero di Traiano. A riprova esistono notizie del sito nelle Tavole Alimentarie dei Bebiani e nelle Tavole Alimentarie di Velleia dove è chiamata fundus Avillanus. Questa teoria, quindi, vedrebbe i Sanniti uniti ai Ligures Baebiani e collocati in questo fundus appartenente alla Gens Avilia.

Esiste anche un’altra teoria sulle origini del nome della città di Avigliano. Secondo una leggenda, il nome del comune deriva da avis locum, luogo tra i monti dove hanno trovato rifugio dei marinai orientali in fuga.

Oggi sono ancora incerte anche le notizie circa le origini della città. Andrea Corbo ha ipotizzato che la fondazione aviglianese è avvenuta nel V secolo a. C. ad opera dei Sanniti. Lo storico, però, ha individuato presso la frazione di San Pietro anche delle lapidi di età romana, quindi successive, con il cognome Villiana.

Sebbene attualmente le origini della città di Avigliano si perdono nella storia, informazioni più sicure si hanno dal 1127. Per la prima volta il nome del comune compare in un documento ufficiale che conferma la sua conquista da parte dei Normanni.

Data storica legata ad Avigliano in epoca medievale è il 18 luglio 1137. La frazione aviglianese di Lagopesole ha ospitato il Concilio di Melfi. Nel 1149 il castello di quel comune ha ospitato il re di Francia Luigi VII.

Avigliano nel Medioevo di Federico II

Tra i personaggi legati alla storia di Avigliano si ricorda Federico II di Svevia. Lo stupor mundi è colui che ha favorito in Basilicata e in altre zone d’Italia la cultura del commercio. Intorno alla città di Avigliano, infatti, esisteva un’importante sistema viario che collegava la regione lucana con la Campania.

Si narra che durante l’annuale trasporto del grano è stata trafugata la statua mariana della chiesa della Madonna delle Grazie. Tanto cara alla gente aviglianese, attualmente si trova nel salernitano in seguito ad un secondo trafugamento.

Tieni a mente che tra le frazioni di Avigliano amate dall’imperatore svevo, Lagopesole è la più nota. Il comune, infatti, ospita l’attrazione d’arte federiciana più famosa: il castello.

Scelta per la sua posizione, Lagopesole è il territorio strategico per eccellenza, già apprezzato dai Normanni. Gli Uomini del Nord vi hanno costruito una fortezza che con gli imperatori tedeschi Federico e Manfredi ha assunto l’aspetto attuale. La sua definitiva realizzazione risale agli Angioni al tempo dei quali risale anche il primo convento domenicano della Basilicata.

L’ultimo atto che porta la firma di membri della dinastia francese risale al 1432, anno in cui gli Angiò hanno donato Avigliano ai baroni Caracciolo.

la storia di avigliano di federico II
Castello di Lagopesole

La città di Avigliano dai Doria a Napoleone

Il periodo della storia di Avigliano precedente i Doria, ha visto una forte crescita demografica e il susseguirsi al potere aviglianese dei signori Caracciolo. Questi nel 1612 hanno venduto il feudo al principe di Melfi Andrea Doria, sancendo la fine del loro dominio sulla città.

A differenza del secolo precedente particolarmente florido, gli anni alla fine del Seicento hanno visto il comune della Basilicata poco lontano da Potenza in difficoltà. La carestia e il terremoto del 1694 hanno messo in ginocchio il paese. Il secondo evento, però, ha provocato solo danni a beni materiali e non alle persone. L’assenza di vittime è considerato ancora oggi un miracolo della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Da allora patrona di Avigliano, oggi è sede della confraternita della Madonna del Carmine.

Con l’avvento dei Borbone, il comune lucano è diventato il più importante centro di produzione artigianale della regione Basilicata. Alle porte del 1800, la minaccia francese su Napoli, ha spinto gli aviglianesi alla rivolta contro gli spagnoli. Numerose sono state le perdite che non sono cessate fino alla sconfitta della Repubblica partenopea.

Con la salita al potere di Napoleone, l’antica città dei Doria ha conosciuto una forte ripresa. Tutto merito della valorizzazione dell’agricoltura e dell’avvio della costruzione di opere pubbliche. Nel 1807, Avigliano è scelta come sostituta di Potenza per ospitare il collegio, privilegio terminato nel 1821.

il santuario della madonna del monte carmelo ad Avigliano
Santuario della Beata Vergine del Monte Carmelo

La storia di Avigliano nel periodo post unitario

Gli eventi della storia di Avigliano vedono la città al fianco di personaggi del Regno di Napoli. Gioacchino Murat ha rilevato come il comune lucano presentasse seri problemi alla rete idrica e la popolazione agricola in condizioni di indigenza.

Con la discesa dei Mille guidati da Garibaldi, Avigliano ha dato il suo contributo con 700 uomini segnando la storia d’Italia. Con l’unità nazionale, la regione della Basilicata, come altre del sud del paese, è stata teatro del cosiddetto fenomeno del brigantaggio.

In particolare, il territorio lucano ha conosciuto il terrore seminato nelle città da due briganti: Giuseppe Nicola Summa, noto come Ninco Nanco e Carmine Crocco. Nel 1864 Ninco Nanco è morto e la sua salma esposta presso Porta Urbana ad Avigliano; stessa sorte toccò poco dopo all’altro brigante.

Nel periodo post unitario, il territorio a sud di Roma è stato oggetto di una forte crisi economica. Molti sono stati gli aviglianesi che hanno lasciato l’Italia per l’America in cerca di fortuna.

Il comune aviglianese dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la storia di Avigliano e d’Italia è sconvolta dagli orrori del conflitto. Migliaia sono gli aviglianesi coinvolti e centinaia le vittime di guerra a cui è dedicato un monumento ai caduti visitabile nella villa comunale della città.

Con la salita al potere di Mussolini, Potenza e il comune lucano della sua provincia crescono nella demografia. Importanti opere pubbliche sono realizzate come la stazione di Avigliano e il prosciugamento di Lagopesole. La Seconda Guerra Mondiale, però, vede nuovamente coinvolta la città che sacrifica 177 abitanti.

Oggi, il centro aviglianese annovera il suo santuario della Madonna del Carmine nell’itinerario dell’Appia Antica. Colpita dal terremoto dell’Irpinia del 1980, il comune è in forte ripresa. Ad Avigliano e in Basilicata tanti sono i luoghi d’interesse storico, artistico e naturalistico sopravvissuti e riservati a chi vuole vedere le sue meraviglie.

Conclusioni

La storia di Avigliano in Basilicata è bella da leggere se ben raccontata. Non soffermarti mai solo ad un sito trovato sul web o ad articolo ma viaggia. Girare per il Bel Paese ti permetterà di arricchire tè stesso.

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