Calvera: idee per viverla e conoscerla

Dove si trova Calvera

Calvera è un piccolissimo borgo lucano, immerso nel paesaggio montano della regione. Il borgo si trova in provincia di Potenza. Situato a circa 630 mt. dal livello del mare, a Nord-Ovest del Parco Nazionale del Pollino, è immerso in una zona denominata montagna interna. Il borghetto, precisamente, si sviluppa alle pendici del monte Mancino e offre una vista spettacolare sulla Valle de Serrapotamo e, da dove è posto, si possono ammirare le montagne della catena del Pollino.

Calvera è circondata da fitti boschi (Bosco Magrizzi e Bosco Cielagresti), nei quali sorge una suggestiva fonte d’acqua sulfurea (Contrada Vallina). Nel sottobosco uno dei tanti punti di forza del piccolo borgo: il tartufo bianco, come le case di Calvera, e funghi porcini. Il borgo confina con comuni di Teana, Carbone, San Chirico Raparo e Castronuovo di Sant’Andrea.

calvera
Calvera

Assieme al comune di Teana fa parte del progetto “Triangolo della vita”

Genealogia del nome Calvera

Anticamente sembra il paesino rispondesse alla dicitura greca Kalaurus, “luogo in cui si respira aria pura”, in seguito Calavera e, infine, Calvera. Le prime testimonianze ci arrivano da una carta greca del 1053.

Il centro urbano di Calvera

Calvera conta circa 384 anime, condensate in piccole case bianche, inserite in un contesto medio urbano nel quale i mezzi veicolari difficilmente si inseriscono. Il centro urbano, di età tardo medioevale, si presenta attorcigliato in tante piccole viuzze che convergono in piccole piazzette, simili ai campielli veneziani. Al loro interno si respira odore di passato, usi e costumi locali che ti travolgono e ti trasportano in un viaggio nel tempo e senza tempo. A passeggiarci, Calvera sembra proprio questo: un piccolo mondo proveniente da epoche del passato (con accenno di contemporaneità).

Se avete voglia di una full immertion nel tempo che fu e nella natura Calvera è la meta che fa per voi.

Ecco una piccola guida su cosa vedere e gli highlights da non perdere.

A passeggio nel centro storico

La visita del centro storico richiede dalle due a tre ore massimo e può essere agilmente effettuata partendo da Piazza del Risorgimento (la piazza centrale): da lì si può seguire il percorso Storico/Culturale che, attraverso i dei pannelli, descrive e mostra i principali punti di interesse.

Per conoscere a fondo la storia del borgo lucano vale la pena visitare il museo fotografico Anamnesis, ricco di testimonianze del passato.

Cosa vedere a Calvera: i Palazzi Bianchi

Seguendo, ipoteticamente, il percorso consigliato, si possono ammirare i vari palazzi presenti nel paesino. Essi si inseriscono omogeneamente nel contesto semi urbano delle casine bianche e delle viuzze strette. Passeggiando, si può ammirare: Palazzo de Nigris, dalle mura bianche e le balconate chiuse ad archi, e Palazzo Salerno, dalla facciata di ascendenza barocca.

I Palazzi bianchi di Calvera
I Palazzi bianchi di Calvera

Palazzo Mazzilli

Da non perdere assolutamente è Palazzo Mazzilli, posizionato nella parte alta dell’abitato. La famiglia omonima si trasferì nel borghetto a metà ‘700 per poi emigrare a Taranto nel 1908. Molti membri Mazzilli sono stati sindaci di Calvera, tra i quali si ricorda il commendatore Giacomo, unico rimasto nel paese dopo il 1908.

Il palazzo presente una facciata (bianca) esterna singolare: essa è decorata da medaglioni di marmo che raffigurano volti di filosofi e poeti e un cornicione rappresentante le quattro stagioni. I medaglioni sono intervallati da teste di angelo e sculture a mezzo busto. L’interno è ugualmente singolare con opere d’arte, un camino marmoreo e statue d’arredamento marmoree anch’esse.

La Chiesa di San Gaetano

Il patrono di Calvera è San Gaetano e si festeggia in luglio. La chiesa dedicata al santo è seicentesca e fu voluta dalla famiglia locale dei Sanseverino. La facciata si articola su due livelli di diversa grandezza. Il campanile custodisce ancora l’antica campana del 1618 con gli altorilievi della Madonna del Carmine e Sant’Antonio appartenente all’antica chiesa madre franata. La navata centrale è quella originale, nonostante la chiesa abbia subito diversi restauri nel corso dei secoli. Al suo interno è possibile ammirare una serie di opere d’arte del ‘600 e del ‘700, tra le quali spicca una Madonna con il Bambino del pittore Cosenza.

La chieda di San Gaetano a Calvera
La chieda di San Gaetano a Calvera

Cosa vedere a Calvera: il belvedere del monte Zingaretto

Procedendo a piedi dal borgo, si può raggiungere agilmente un punto panoramico dal quale godere della vista di Calvera e del paesaggio circostante. Il belvedere si chiama monte Zingaretto ed è un’ampia terrazza con qualche panchina ed una croce, tradizionale punto d’arrivo della via Crucis, del venerdì santo, del paese che parte dalla Chiesa di San Gaetano.

Monte Zingaretto, il punto panoramico di Calvera
Monte Zingaretto, il punto panoramico di Calvera

Cosa assaggiare a Calvera: il tartufo bianco

Il sottobosco della foresta demaniale che circonda il borgo è ricco di prodotti prelibati come il tartufo bianco del Serrapotamo. Il tubero è molto apprezzato per il suo gusto aromatico e forte e viene utilizzato crudo, tagliato a lamelle sul momento, per condire diverse pietanze locali.

La raccolta è consentita dal 1° ottobre al 31 dicembre. Si effettua impiegando cani da tartufo per la localizzazione e vanghetto per lo scavo, che consente di prelevarli senza danneggiare il terreno o la vegetazione. Le buche dopo la raccolta vengono ricoperte, ed i residui di tartufo disseminati per consentire la crescita di nuovi tuberi.

Il tartufo bianco del Serrapotamo
Il tartufo bianco del Serrapotamo

Suggeriamo in proposito il BioAgriturismo della zona, Tenute Montenuovo in cui gustare diversi piatti tipici locali e che organizza spedizioni per raccogliere il tartufo. Altro luogo in cui fermarsi assolutamente è il bar Agorà, situato nel cuore di Calvera.

Cosa assaggiare a Calvera: la cucina tradizionale

Non da meno è la cucina locale di Calvera, di stampo semplice ma gustoso. Pur essendo una cucina povera, è molto variegata: si usano molte verdure (anche selvatiche), legumi per le zuppe, frutta e poca carne. In passato la carne più utilizzata era quella di gallina e, per l’occasione della pasqua, si mangiava l’agnello.

Il piatto tipico del paese sono i maccheroni al ferro (maccaroun cu fierr) conditi con mollica e rafano, celebrati in una sagra ogni 10 di agosto, e polpette di pane raffermo con salame uova e formaggio poi al sugo. Non mancano i buonissimi peperoni cruschi, pietanza massima lucana, e un buon vino della casa.

Da non perdere: la pitta Grandinii

Altro must che il vostro palato non dovrebbe lasciarsi sfuggire durante il soggiorno a Calvera è la pitta Grandinii: è una pizza a base farina di mais locale, dal colore dorato. Si preparano due versioni: una è una focaccia, la pitta, da farcire con olive verdi, peperoni cruschi, formaggio, l’altra è la pitticciella, una focaccia più piccola a forma di ciambella. Entrambe si cuociono nel camino tra due foglie di cavolo.

Una passeggiata per la Contrada Vallina

A circa 6 km da Calvera è possibile passeggiare tranquillamente immersi nei verdi boschi che circondano il borghetto. Questi fanno parte di una località denominata Contrada Vallina, amata da locali non solo per il full immersion nella natura ma anche perché si possono raccogliere funghi nella stagione indicata. I boschi nascondo le preziose fonti di acqua sulfurea, molto apprezzate dai turisti.

Calvera per gli avvenutosi: le cascate del Vallone

Se la vita di paese non vi soddisfa abbastanza, Calvera propone delle uscite in mezzo alla natura. In una gita di un giorno, a soli 4,5 km dal paese, potrete visitare le cascate del torrente Vallone, seguendo il percorso indicato. Il torrente Vallone nasce a nord del territorio di Carbone (comune vicino Calvera). Riceve acqua dai molti fossi presenti sul territorio di Carbone e Calvera per poi confluire nel Serrapotamo. Il nome Vallone sembra derivare da due parole greche che significano “grande valle”. Lungo il Torrente la natura ha ripreso i suoi spazi: l’azione erosiva dell’acqua assieme alla sedimentazione calcarea hanno trasformato le briglie creando questo suggestivo angolino di piccole cascate immerse nel verde.

Le cascate del Vallone
Le cascate del Vallone

Calvera per gli avventurosi: trekking sul Vallone

Sulle rive del fiume Vallone è possibile fare trekking a bassa difficoltà. Il percorso, molto suggestivo dal punto di vista floro-faunistico, risale il fiume ed è adatto anche a chi non usa praticare questo sport.

L’area ha assunto rilevante importanza ambientale e durante il cammino offre la vista di due mulini settecenteschi costruiti dalle famiglie nobili locali. Il percorso può effettuato con una guida e, a fine, offre agli ospiti un delizioso aperitivo. Motivo in più per non perderlo.

Il cammino del mischiglio

Calvera è inserita nel cammino del mischiglio, insieme ad altri tre comuni della provincia di Potenza: Teana, Ferdella e Chiaramonte. Il cammino prende il nome dal miscuglio di farine di grano con quelle di fave, orzo e ceci, alla base della tipica pasta fresca prodotta in questi quattro borghi, un po’ più scura del solito proprio a causa del mix utilizzato. L’origine di questa pasta povera è documentata sin dal Rinascimento e veniva usata da contadini che non potevano permettersi la semola. Il cammino si è svolto tra il 10 e il 12 settembre del 2021 per un totale di 20 km, un vero e proprio viaggio tra le tipicità locali lucane.

La parola mischiglio vuole indicare, inoltre, l’intreccio dei diversi elementi paesaggistici che si possono ammirare dall’alto dell’ultima tappa, Chiaromonte: fiumi e torrenti (Sinni e Serropotamo), monti (Raparo e Pollino), laghi (Monte Cotugno).

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