Carbone è un borgo tanto piccolo quanto sorprendente, incastonato nel Parco Nazionale del Pollino. I viaggiatori rimangono affascinati dalla vitalità delle sue feste e dalla forza che trasmette con tradizioni antiche ma dal sapore nuovo… tutte da raccontare.
Carbone: una gemma nell’UNESCO italiano tra feste e tradizioni antiche
Quando si parla di trovare il giusto connubio tra relax e vacanze, con l’arrivo della bella stagione, le prime mete a cui si pensa sono le spiagge poco affollate, magari del sud Italia, o i piccoli centri rurali dove rifugiarsi lontano da tutto e da tutti, in modo da staccare con il ritmo forzato dettato dal lavoro e dai doveri di tutti i giorni. Ed è proprio nel sud Italia che, andando alla ricerca di mete sorprendenti e uniche nello stivale, non sarà difficile imbattersi in un piccolo borgo medievale dal potenziale infinito: Carbone.

Una gemma incastonata nel cuore della natura
Carbone si trova in provincia di Potenza in Basilicata ed è considerato una piccola gemma incastonata nel cuore della natura. E non una natura qualsiasi: si parla infatti del verde che costituisce un tesoro prezioso non solo per l’Italia ma per il mondo intero, perché divenuto parte del patrimonio UNESCO, ovvero il Parco Nazionale del Pollino.
Pollino Global Geopark
Conosciuto a livello internazionale con il nome di Pollino Global Geopark, il parco nazionale più grande d’Italia si offre con le sue meraviglie incontaminate come luogo perfetto per dare ospitalità a Carbone, un piccolo paese medievale conosciuto da pochi ma amato da tutti quelli che lo hanno visitato almeno una volta nella vita.
Sito di patrimonio mondiale
In un contesto del genere, nonostante i suoi 536 abitanti e le sue dimensioni ridotte, Carbone è divenuto un centro importante che ha saputo valorizzare ancor di più questa area incontaminata designata come sito patrimonio mondiale.
Oltre alla rilevanza che occupa grazie alla sua posizione geografica, questo paese è riuscito a portare avanti le tradizioni che lo hanno caratterizzato fin dai tempi della sua fondazione e contemporaneamente ad avvicinarsi alle necessità dei tempi moderni dei tuoi abitanti e dei suoi turisti.

Carosella e coriandolo i protagonisti della tradizione agricola
La reputazione di Carbone rende onore al nome di “gemma del Parco Nazionale del Pollino”, perché la sua storia ha inizio più di mille anni fa: secondo quanto riportato dalla tradizione, infatti, fu intorno all’anno 1000 che San Luca abate fondò il monastero Basiliano detto di Sant’Elia, attorno cui ruotava e ruota tutt’oggi la struttura urbana del borgo.
Tanta ricchezza in termini di cultura e tradizioni
Come è facile immaginare, una storia millenaria come quella di Carbone porta con sé tanta ricchezza in termini di cultura e tradizioni. La coltivazione è alla base delle attività tradizionali e delle conoscenze tramandate dagli abitanti più anziani, che ancora ricordano i tempi in cui tutto veniva lavorato a mano, con il sudore della fronte e insegnato a voce. Tra le piante coltivate e lavorate, due sono quelle considerate essenziali dai carbonesi: il carosella ed il coriandolo.
Il carosella
Se si chiede ad un abitante nato e cresciuto a Carbone cosa sia il carosella, sicuramente comincerà a parlarvi di come lo si utilizzava e come veniva lavorato in tempi remoti. Il carosella è il cereale protagonista della tradizione agricola e culinaria di questo piccolo centro, perché cresce a partire dai 600-700 metri di altezza sul livello del mare, che è l’altitudine propria di Carbone. È un seme semiselvativo che caratterizza un grano molto antico: si ha notizia della sua coltivazione già in dall’epoca romana, inizialmente soprattutto nelle fattorie del territorio cilentano.
Un cereale antico
Benché sia stato messo da parte in favore di altri cereali “moderni”, ne è aumentata la richiesta soprattutto negli ultimi tempi, perché è un cereale a basso contenuto di glutine e dunque ricercato per le nuove produzioni alimentari ed è di grande interesse scientifico da parte dei nutrizionisti per via delle intolleranze alimentari che si stanno diffondendo sempre di più.
Carbone e il carosella si valorizzano a vicenda, grazie alla peculiarità di questo cereale di crescere in terreni marginali e poveri che altrimenti non verrebbero utilizzati.
Il coriandolo
Anche il coriandolo riveste un ruolo di tutto rispetto nel territorio che circonda il borgo: è un elemento che, in tutta la Basilicata, infatti, viene utilizzato espressamente solo a Carbone, almeno come fragranza da utilizzare nella preparazione di biscotti e salumi.
Coltivato in modo semplice
Ritenuto dalla tradizione locale una delle piante che non deve mai mancare in casa, esso è ancora coltivato secondo i metodi semplici di un tempo e viene utilizzato praticamente da tutti gli abitanti anche come pianta officinale, perché altamente efficace come rimedio contro i disturbi digestivi, dalle coliche addominali al gonfiore.
La Festa di San Donato
Ma Carbone non si ferma alle tradizioni agricole e alimentari. La lunga storia del borgo porta con sé anche una fiorente tradizione religiosa, che culmina ogni anno con la Festa di San Donato. Questa festa patronale si svolge il 12 agosto, nel pieno della stagione estiva, riuscendo a coinvolgere anche i turisti e gli abitanti dei comuni limitrofi. Durante il corso dell’intera giornata il paese è in fermento e gli abitanti sono impegnati nell’organizzazione delle varie attività:
La processione
La processione, che si svolge lungo tutto il centro storico. Il corteo ha inizio dall’edificio religioso principale, la Chiesa Madre di San Luca Abate, e prosegue lungo le vie del centro. Questo elemento fondamentale delle celebrazioni religiose diviene un momento cardine anche dal punto di vista turistico. Procedendo lungo le viuzze del borgo si possono infatti scoprire alcune chicche tra una casa e l’altra, come la Grotta Monastica di Carbone, una nicchia suggestiva scavata longitudinalmente nella roccia, che oggi è sede dell’Info Point del paese.
Il Bosco Vaccarizzo
Ancora, girando il primo angolo che si affaccia sulla natura, si possono intravedere scorci del panorama che abbraccia tutto il paese. Parte di questo panorama è il Bosco Vaccarizzo, un’area boschiva denominata “sito di importanza comunitaria” e che si estende per circa 300 ettari. Proprio al centro del Bosco si erge una grande fontana che i turisti solitamente utilizzano come luogo per rinfrescarsi o come tappa per le scampagnate in compagnia.
Il concerto serale
Il concerto serale, un evento che raccoglie tutti gli abitanti, uniti dalla musica, diversa ogni hanno, a seconda degli artisti musicali invitati ad intrattenere.
Lo spettacolo pirotecnico
Lo spettacolo pirotecnico, che si svolge al termine dei festeggiamenti, per concludere con la giusta dose di meraviglia una giornata di festa.
Nuove feste e tradizioni di Carbone: la Mostra Mercato del tartufo bianco
Tra tutte le tradizioni secolari di Carbone, si è fatta strada una tradizione tutta nuova che vede come protagonista un elemento pregiato della cucina nostrana: il tartufo.
Da ormai 15 anni, infatti, Carbone ospita la celebre Mostra Mercato del Tartufo Bianco del Serrapotamo. L’intera manifestazione naturalmente è nata per promuovere il territorio ed è curata dall’associazione Pro loco locale e dal Comune. Si sviluppa in due giorni, solitamente dal 31 ottobre all’1 novembre, dunque non durante il caldo estivo ma nel periodo perfetto per poter godere di questo prodotto della terra versatile ma raffinato.
Il Tartufo Bianco per la valorizzazione locale
La Mostra Mercato concentra il proprio fulcro nella valorizzazione di Carbone e dei territori vicini: le realtà produttive moderne che hanno compreso il bisogno di ritornare al passato, di riscoprire le tradizioni salutari per l’uomo e la terra nel tentativo di salvaguardare gli ecosistemi e la biodiversità, trovano spazio in questo tipo di eventi, adatti a tutti e per tutti utili perché uniscono divertimento e gusto, scienza e tradizione.
Percorso gastronomico incredibile
Nei giorni della Mostra viene proposto non solo un percorso gastronomico vario, ma anche un programma di attività che include convegni informativi, mostre di artigianato locale tradizionale e laboratori a cui è anche possibile partecipare attivamente.
Come tutte le altre attività in cui sono previsti assembramenti di persone, anche la Mostra ha subito i rinvii standard causati dalla pandemia che ha coinvolto l’intero pianeta. Tuttavia è ancora presente nei programmi dell’amministrazione, che prevede di riprendere regolarmente con le normali attività culturali a riguardo.
Carbone è una sorpresa da raccontare
Carbone con tutto il suo potenziale si piazza tra le mete più sorprendenti del panorama meridionale italiano. Non sono molti a poterne raccontare la bellezza e la travolgente forza che riesce a trasmettere con le sue tradizioni, così radicate eppure così adattate alle richieste dei giorni nostri.
I viaggiatori che hanno scelto questa piccola cittadina nel cuore della Basilicata come meta delle proprie vacanze hanno potuto assaporare veri momenti di relax e di condivisione, perfetti per rigenerarsi sia a livello mentale che fisico.
Un paese congelato nel tempo
Gli edifici antichi e i ruderi che caratterizzano il paese sembrano essersi congelati nel tempo, divenendo un perfetto elemento di decoro (e non di disturbo) per il paesaggio naturale che circonda il borgo e lasciando nel contempo agli abitanti, ai turisti e ai loro bisogni la libertà di seguire il corso degli eventi. Solo chi ha conosciuto le feste e le tradizioni di Carbone può capire e raccontare: è quello che è successo a tutti i visitatori, estasiati dall’aria che si respira dentro e fuori dal centro storico.
Conclusioni
Con questo piccolo borgo di valore bisogna fare un piccolo salto di coraggio, viverlo e sorprendersi. Come avete potuto leggere Carbone è un piccolo ma sorprendente borgo, che vi potrà addolcire con le sue bellezze, le sue feste e tradizioni e noi di ilmioviaggioinbasilicata siamo qui per raccontarvelo!


