Calvello, il paese della ceramica
Calvello è un comune della provincia di Potenza, situato nella parte centro-settentrionale. E’ posto a 730 metri di altezza, all’interno dell’Appennino lucano, circondato dalle montagne, e offre un panorama tanto affascinante quanto suggestivo.
Il piccolo comune è adagiato su un fianco del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese, sormontato da un castello-fortezza che veglia su di lui e, sullo sfondo, il Monte Volturino. Un quadro naturalista che abbraccia tutta la zona, fino al mar Ionio.
Il piccolo borgo, oltre a una vista mozzafiato, conserva un fascino e un’atmosfera unici e una vasta gamma di prodotti tipici, non solo gastronomici. Infatti è chiamato anche “il paese della ceramica”.

Etimologia del nome
Etimologicamente Calvello deriva dal latino caro et vellus, “carne e lana”, riferimento ai mezzi di sostentamento del piccolo centro abitato e alle attività praticate, l’agricoltura e la pastorizia. I due elementi compaiono anche nello stemma del luogo. Altri studi lo riconducono al diminutivo calvus, che significa “luogo raso da alberi e arbusti”.
La prima attestazione di Calvello risale al 1089, quando viene donata ad un abate. Nel corso dei secoli l’abitato urbano si è mantenuto circoscritto a due poli: quello laico e quello religioso.
Calvello in pillole
Con le sue case di pietra e suoi vicoli raggiungibili solo a piedi, veicoli off limits, Calvello ci prende per mano e ci guida all’interno della sua bellezza unica, tutta da scoprire.
Ecco dei piccoli post-it in formato digitale che segnalano le migliori cose da fare per vivere un soggiorno a Calvello senza dimenticare nulla.
Calvello da visitare: una passeggiata nel centro storico
A Calvello i mezzi di locomozione sono impossibili da utilizzare: si consiglia si muoversi a piedi oppure in bici. Si parte dalla piazza principale della cittadina, Piazza Falcone, ristrutturata nel 1992, e proseguendo attraverso corso Vittorio Emanuele. Lungo la passeggiata si incontreranno piazza Marconi e piazza del Sedile, circondate dalle caratteristiche casette in pietra e vicoli scoscesi.
In particolare, merita una visita la Chiesa Madre, costruita nel `400 e scrigno di tesori artistici di grande valore, tra cui i due portali intagliati.

Calvello da visitare: il castello Carafa-Ruffo
Nel punto più alto di Cavello sorge il castello Carafa-Ruffo, una fortezza di età normanna. Il castello fu eretto molto probabilmente sui resti di un’antica fortezza longobarda, costruita lassù a guardia della vallata.

Il Museo Multimediale della ceramica
Al suo interno, ospita il Museo Multimediale della ceramica, dedicato alla riscoperta dell’artigianato e conserva una ricca mostra permanente di utensili realizzati in ceramica cavellerese. Offre, inoltre, un laboratorio didattico in cui è possibile toccare con mano la lavorazione della ceramica con l’aiuto degli abili maestri artigiani, detti faenzari. La tipicità di questi prodotti sta nei colori verde e giallo e nei decori che traggono spunto dai prodotti locali.
Calvello da visitare: Convento di Santa Maria del Plano
ll complesso conventuale di S. Maria de Plano, fondato dai benedettini nel XII secolo, è costituito da una chiesa di forma basilicale a tre navate, separate da pilastri quadrati sormontati da archi a tutto sesto, e da un chiostro. Esso è stato costruito dai francescani alla fine del secolo XVI, probabilmente sulle strutture di una struttura preesistente.
La chiesa di S. Maria del Piano è una tipica struttura benedettina, a pianta basilicare, ed è ritenuta una delle più belle della regione. Al suo interno, le tre navate sono divise da pilastri ed ospitano dei dipinti murali di eccezionale qualità. Completano l’ambientazione suggestiva una statua lignea del XII sec., raffigurante una Madonna con il Bambino, un coro ligneo del XIX sec., due altari minori lignei e l’altare maggiore di epoca barocca.

Affreschi eccezionali
Il chiostro quadrangolare racchiude un pozzo del 1319, affrescato lungo le volte delle sue quattro ali. La bellezza eccezionale di questi affreschi, realizzati dai francescani tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo ha reso Calvello una delle 100 mete più belle d’Italia. Sempre all’interno del chiostro, è possibile ammirare la Stanza della Libertà, dedicata ai martiri di Calvello e dell’Italia. Sempre qui è esposta l’opera “Fucilazione di Carlo Mazziotta” dell’illustre artista calvellese Antonio Masini. I dipinti murali sono stati di recente restaurati.
Il Museo della Canzone Napoletana
Inoltre, il chiostro ospita il Museo della Canzone Napoletana, inaugurato nel 2004 e ideato dallo storico napoletano Aldo de Gioia, il quale donò tutto il materiale per allestire il museo. Esso contiene diversi oggetti, tra documenti, libretti, spartiti e fotografie che testimoniano l’evoluzione di un repertorio musicale così importante e conosciuto.
Calvello da visitare: La Madonna del Monte Saraceno
A circa 1320 metri di altezza, a pochi chilometri dal centro abitato, svetta il Santuario di Maria Santissima del Monte Saraceno. Il Tempio è visitabile, seguendo un calendario parrocchiale. La sua collocazione domina tutta la vallata. Il suo colore bianco luccica in mezzo al verde ed è un punto di riferimento per quelli che attraversano la valle o si dedicano alla coltivazione dei campi e all’allevamento degli animali.
Si accede al Santuario per una stradella breve che si srotola ripida e difficile e che sbocca improvvisa di fronte al luogo sacro. Prima di entrarvi è tradizione, rigidamente osservata, che si percorra il suo perimetro per ben tre volte. Accompagnano il riturale canti e salmi che rifanno ai tempi dei padri Benedettini.

Al suo interno è conservata l’effige della Madonna del Monte Saraceno: è custodita in un’urna denominata caggia (capsula), un’opera di prestigiosi artigiani locali. E’ di legno durissimo e pesante, è scolpita a mano, le lesene delle colonne, i capitelli, le basi e la cimasa sono perfettamente legate in una armonia di linee e di proporzioni.

Cultura e tradizione: la festa della Madonna del Monte Saraceno
La Madonna, insieme al patrono San Nicola, è la protettrice di Calvello e viene portata in processione la seconda domenica di maggio da nove portatori lungo un percorso di quattordici chilometri, per far ritorno in paese l’8 e il 9 settembre.
Imperdibili sono i falò (fucanoj) che si accendono nei rioni al passaggio del quadro del santo, la sera prima di ogni processione. Un rito che unisce sacro e profano.
Scorci cavelleresi: il Ponte di Sant’Antuono
Il Ponte di Sant’Antuono è uno scorcio suggestivo che vale la pena di fotografare e ammirare. Esso collega le due sponde di Calvello, uno dei pochi paesi lucani ad essere bagnato da un corso d’acqua. Lo sfondo nel quale è inserito contiene tutti gli elementi tipici della cittadina: un profondo verde e a Nord, delle case che si arrampicano verso l’alto, culminando con il Castello. Ad ovest si estende l’alta la montagna.
La costruzione del ponte fu eseguita da artigiani locali, sotto la direzione tecnica e la vigilanza continua ed attenta dei benedettini, abilissimi ingegneri pontieri ed architetti. E‘ un manufatto tecnicamente perfetto, e nella sua semplicità, armonioso e funzionale. Durante il corso dei secoli non ha subito alterazioni ed ha continuato ad essere, fino ad inizio ‘900, l’unico punto di attraversamento del fiume.

Cucina tradizionale
La cucina tipica di Calvello è molto semplice, composta da prodotti locali che vengono presentati in ricette tradizionali. Potrete assaggiare: i fusilli mollicati con peperoni cruschi, gli strascinati al sugo pezzante e la frittata di rafano. Le castagne vengono celebrate con delle deliziose pastatelle. Se vorrete portare un po’ della tradizione calvellese a casa, sono presenti tanti negozi che vendono prodotti realizzati dalle aziende locali.
Un luogo in cui fermarsi per un pasto è l’Hotel Ristorante Pietrapanna, ai piedi del Monte Voluturino. La struttura offre un menù fisso a base di pasta fatta in casa, carne podolica e dolci tradizionali.
Visita al Castagneto
A 5 km dal centro abitato si trova il Castagneto comunale, un’ampia area boschiva che si estende per 55 ettari. Il periodo migliore per visitarlo è ottobre, quando è tempo di raccolta delle castagne. Il Comune si è attivato per l’organizzazione delle navette e accoglienza al Castagneto per i turisti. A fine ottobre si tiene la sagra della castagna dei frutti del sottobosco, nella quale è la protagonista assoluta.

Calvello: cultura e tradizione
In paese, inoltre, si mantiene viva una lunga tradizione legata alle arti della ceramica, introdotta nel 1200 dai monaci benedettini. Una testimonianza dell’attaccamento a questa tradizione si perpetua nel gruppo folklorico locale, Li Fainzar, che prendono il nome proprio dagli artigiani della ceramica.
Ogni anno, in agosto, si tiene la Rassegna Internazionale del Folklore, evento dedicato alla danza popolare organizzato dall’Associazione Folkloristica “Lì Fainzar”. Partecipano al festival gruppi provenienti da tutto il mondo.
Percorso energetico: Calvello sostenibile
Da diversi anni è possibile fruire del “percorso energetico”, un itinerario di turismo didattico che offre al visitatore la possibilità di conoscere in maniera approfondita il mondo dell’energia attraverso visite guidate e laboratori ludici-didattici. Di particolare interesse è il Museo dell’Energia/Centro didattico Energia e Territorio, situato in località Cacciatizze.
Dove dormire
Calvello offre una vasta scelta di posti in cui alloggiare e gustare la cucina locale: se volete sostare nel centro abitato si consiglia l’hotel il Volturino. Per chi volesse dormire in mezzo alla natura c’è il Bioagriturismo Sant’Elia, costruito su un’antica masseria e che conserva gli elementi tipici dell’antico casolare lucano.


