La valle della Basilicata che combatte contro l’Eni per il petrolio


E se ti dicessi che in Basilicata c’è una vallata degna delle riprese dei migliori film fantasy? E se ti dicessi che il suo nemico numero uno è l’uomo?
Rimani incollato allo schermo, che ti racconto tutto quello che c’è da sapere su questa unica
vallata, la Val d’Agri.

Alla scoperta della Val d’Agri, in provincia di Potenza

Val d'Agri in Basilicata
Foto della Val d’Agri

La Val d’Agri è un’area della Basilicata a 700 m di altitudine compresa tra i monti Sirino e
Volturino dell’Appennino Meridionale. Il suo paesaggio non rispetta minimamente il classico
stereotipo della regione meridionale arida e piatta. Il verde sorprende la vista, assieme ai
canyon e alle vette fiabesche che circondano la vallata. I più nerd la paragonano ai paesaggi
del Signore degli Anelli.

Quasi l’intero territorio è parte del Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri
Lagonegrese. Prende il nome dal fiume Agri, che nasce sul Monte Maruggio (al confine
con la Campania) e sfocia nel Mar Ionio. Siccome attraversa orizzontalmente tutta la
regione, fin dall’antichità è stato usato come mezzo di comunicazione tra i commercianti del
Mar Ionio e quelli del Mar Tirreno. Per esempio, quando la portata era sufficientemente alta,
veniva sovente navigato da delle piccole imbarcazioni mercantili.

Il fondo della vallata lucana è principalmente pianeggiante. Allontanandosi dal centro
sorgono delle colline calcaree di modeste dimensioni ricche di boschi e delle vette di oltre
1600 metri.
In queste ultime stanno crescendo le attività di escursionismo e sciismo.
La vallata è una zona fluviale che rappresenta l’habitat ideale per la lontra. Numerosi sono
i cinghiali, mentre sono sporadici gli avvistamenti di lupi, caprioli e cervi. Nei pascoli vengono
allevati equini e bovini.

Le sorprese non sono finite qui: la Val d’Agri è ricca di petrolio.

Il problema del petrolio in Basilicata

Raffineria della Basilicata
Raffineria della Val d’Agri

Sembra impossibile, siccome fin da piccoli le maestre ci hanno insegnato che l’Italia è un
paese povero di greggio. A livello nazionale è così, ma esistono degli sporadici giacimenti
che sono ricchissimi di questo materiale. Quello di cui parleremo tra poco si trova a ridosso
dei paesi di Viggiano e Grumento Nova. Adesso ha 24 pozzi di estrazione e copre il 47%
delle estrazioni italiane con una media di 40.000 barili giornalieri.

Partiamo dall’inizio: i primi ritrovamenti in Basilicata risalgono al quindicesimo secolo.
A quei tempi, durante la notte, i pastori vedevano delle fiaccole innescate dalla fuoriuscita di
metano dal sottosuolo.

Le vere ricerche finalizzate all’estrazione iniziarono nel Novecento:

  • Nel 1926 vennero fatte le prime ricerche geologiche, dalle quali iniziarono le prime estrazioni;
  • Nel 1942 si raggiunse un’estensione massima giornaliera di 700 tonnellate di petrolio;
  • Nel 1953 i pozzi passarono di proprietà da Agip (Azienda Generale Italiana Petroli) all’Eni;
  • Negli anni 70 le continue ricerche hanno fatto scoprire la presenza di un enorme giacimento, portando il trattamento massimo a 104 mila barili al giorno.

Purtroppo non è tutto oro quello che luccica

Sono in corso diverse opere di bonifica nei terreni circostanti, inquinati dagli
sversamenti illegali. Molti di questi terreni sono stati espropriati agli agricoltori locali.

Inoltre nel 2017 è stato fatto uno studio, nominato “Studi sul territorio e sulla popolazione dei
comuni di Viggiano e Grumento Nova in Val d’Agri
” in cui diversi medici dei rispettivi
comuni, raccontavano con dati scientifici il peggioramento della salute dei
concittadini
. Per esempio è stato riscontrato un aumento del 46% di malattie
cardiovascolari e respiratorie.

Cosa dobbiamo aspettarci con il problema del petrolio in Basilicata

Per sopravvivere alle pesanti accuse, Eni, assieme alla Regione Basilicata, ha stanziato 3,5
milioni di euro per progetti di sostenibilità ambientale
. Uno di questi consiste nella
riduzione fino all’85% dell’utilizzo dell’acqua.

Purtroppo la situazione, anche a causa della pandemia, è rimasta immutata.

Questo è tutto quello che devi sapere sulla storia di questa incantevole Valle della Basilicata minacciata dal petrolio. Nel bene e nel male, la Basilicata sorprende chiunque, sia con le sue vallate
fiabesche che con il giacimento di petrolio più grande d’Italia.

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