Scopri Cala Goloritzé, la baia sarda protetta con arco naturale, Aguglia e acque turchesi uniche al mondo.
Questo articolo esplora a fondo Cala Goloritzé, la celebre baia della Sardegna orientale, analizzando la sua genesi geologica, le modalità di accesso, le regole di tutela e le esperienze possibili. Risulta utile per chi pianifica un viaggio consapevole, desidera conoscere le peculiarità geomorfologiche del Golfo di Orosei e intende visitare un monumento naturale senza comprometterne l’integrità. Si rivolge a appassionati di trekking, fotografi, climber, famiglie organizzate e amanti della natura incontaminata.
Introduzione
Cala Goloritzé si presenta come uno degli angoli più iconici della costa orientale sarda. Situata nel comune di Baunei, nella parte meridionale del Golfo di Orosei, questa piccola insenatura di ciottoli bianchi è dominata da due elementi straordinari: l’arco di roccia naturale alto circa sedici metri e l’Aguglia, un pinnacolo calcareo che si eleva per oltre centoquarantatre metri.
Nata da una frana nel 1962, la baia è stata dichiarata monumento naturale regionale nel 1993 e monumento nazionale italiano nel 1995. Nel 2025 è stata eletta spiaggia più bella del mondo da The World’s 50 Best Beaches.
L’accesso limitato e la protezione rigorosa ne fanno un esempio di turismo sostenibile. Chi raggiunge questa spiaggia sarda dopo un’escursione impegnativa o da mare, vive un’esperienza che unisce trekking, nuoto e contemplazione di forme rocciose modellate da millenni di erosione carsica e marina.
Origine geologica e formazione della baia
La frana del 1962 e il paesaggio carsico
Cala Goloritzé non esisteva prima del 1962. In quell’anno, caratterizzato da precipitazioni eccezionali, le acque carsiche che scorrono nella codula del Bacu Goloritzè provocarono il crollo di una parete rocciosa occidentale. I detriti si frantumarono in ciottoli chiari e sabbia, dando vita all’attuale arenile.
Il territorio circostante appartiene alla Formazione di Monte Bàrdia, calcari mesozoici organogeni localmente dolomitizzati. L’azione combinata del carsismo superficiale e sotterraneo, del vento e del mare ha scolpito falesie, terrazze e l’arco naturale residuo di un’antica grotta costiera.
Studi geomorfologici sul Golfo di Orosei evidenziano come queste formazioni siano tipiche di una delle più importanti aree carsiche costiere d’Italia, con scogliere alte fino a settecento metri che si protendono per oltre trentasette chilometri.
L’Aguglia e l’arco di roccia
L’Aguglia di Goloritzé, chiamata anche Punta Caroddi o Monte Caroddi, è un monolito piramidale alto circa centoquarantatre metri sul livello del mare. È considerata uno dei simboli della costa di Baunei e meta privilegiata per arrampicatori. La prima ascensione documentata risale al 1981, ad opera di Maurizio Zanolla (Manolo) e Alessandro Gogna, sulla via “Sinfonia dei Mulini a vento”.
L’arco di roccia si apre sul lato destro della baia. Alto circa sedici metri, permette di nuotarvi sotto e, per esperti, di tuffarsi dalla sommità quando le condizioni marine lo consentono. La luce filtrata dal calcare crea giochi di riflessi unici nelle acque circostanti.
Queste strutture derivano dall’erosione differenziale lungo giunti di frattura e stratificazioni, fenomeni ben descritti nella letteratura scientifica sul carsismo del Golfo di Orosei.
Come raggiungere Cala Goloritzé
Accesso via terra: il sentiero dall’Altopiano del Golgo
Il modo principale per calpestare la spiaggia sarda è il sentiero che parte da Su Porteddu, sull’Altopiano del Golgo, a circa nove chilometri da Baunei. Il percorso misura circa tre chilometri e mezzo di andata, con un dislivello di quattrocentosettanta-cinquecento metri.
La discesa richiede circa un’ora e mezza; la risalita almeno due ore. Si attraversa la codula del Bacu Goloritzè, tra macchia mediterranea di lecci, corbezzoli, terebinti e ornielli.
Scarpe chiuse con buon grip sono obbligatorie. È consigliabile partire al mattino presto, portare almeno due litri d’acqua a persona e proteggersi dal sole.
Prenotazione obbligatoria e regole di accesso
Dal 2025 l’accesso è contingentato a un massimo di duecentocinquanta persone al giorno. La prenotazione avviene tramite l’app Heart of Sardinia o il sito ufficiale, con apertura delle disponibilità settantadue ore prima. In alta stagione i posti si esauriscono in pochi minuti.
Il costo è di sette euro a persona (gratuito per bambini sotto i sei anni e residenti di Baunei). Il parcheggio a Su Porteddu è incluso. Il QR code va mostrato sia all’inizio del sentiero sia in spiaggia.
Gli orari di discesa vanno generalmente dalle 7:30 alle 14:00; è possibile restare sulla baia fino alle 17:00 circa.
Accesso via mare
Le imbarcazioni a motore non possono ormeggiare a meno di duecento-trecento metri dalla riva. Escursioni da Santa Maria Navarrese, Cala Gonone, Arbatax o Orosei permettono di ammirare la baia e nuotare nelle acque antistanti l’arco di roccia, ma lo sbarco diretto sulla spiaggia è vietato. Solo natanti a remi possono avvicinarsi ulteriormente, sempre nel rispetto delle regole.
Caratteristiche della spiaggia e dell’ambiente
L’arenile e le acque cristalline
L’arenile di Cala Goloritzé è composto da piccoli ciottoli bianchi e sabbia chiara. La lunghezza è limitata, circa trenta metri di fronte mare, racchiusi tra falesie.
Le acque sono leggendarie per la trasparenza e i colori che vanno dal turchese al blu intenso. Questo fenomeno deriva dalla purezza dell’acqua e dalla presenza di risorgive carsiche di acqua dolce che emergono dal fondale e riducono la salinità, favorendo la penetrazione della luce.
Una sorgente d’acqua dolce si trova anche in un anfratto tra le rocce della spiaggia. Il fondale misto di sassi e calcare rende lo snorkeling particolarmente interessante.
Flora e fauna
La codula ospita una vegetazione mediterranea lussureggiante: corbezzoli, lecci, terebinti, ornielli e carpini neri. Nei pressi esistono lembi di lecceta secolare.
L’ambiente marino ospita specie tipiche delle acque limpide del Mediterraneo orientale sardo. La protezione dell’area contribuisce a mantenere elevati livelli di biodiversità.
Attività possibili
Oltre al bagno e allo snorkeling, è possibile osservare arrampicatori sull’Aguglia. Chi ha esperienza può nuotare sotto l’arco o, in condizioni ideali, tuffarsi. La fotografia paesaggistica trova qui soggetti unici, specialmente nelle ore del mattino quando la luce illumina le pareti calcaree.
Non esistono servizi, bar o stabilimenti: tutto va portato e riportato via.
Tutela ambientale e turismo responsabile
Cala Goloritzé rappresenta un modello di gestione sostenibile. Il numero chiuso, il divieto di approdo motorizzato e l’obbligo di prenotazione limitano l’impatto antropico.
Studi sul carsismo costiero del Golfo di Orosei sottolineano l’importanza di preservare queste forme fragili. L’erosione naturale continua, ma il sovraffollamento accelererebbe processi di degrado.
Visitare la baia significa accettare regole precise e contribuire economicamente alla manutenzione del sentiero e alla vigilanza.
Conclusioni su Cala Goloritzé
Cala Goloritzé non è solo una spiaggia. È un monumento naturale in cui geologia, storia recente e tutela ambientale si intrecciano. L’arco di roccia che sembra scolpito a mano, l’Aguglia verticale e le acque turchesi offrono un’esperienza intensa e memorabile.
Raggiungerla richiede impegno fisico e organizzazione, ma la ricompensa è un contatto autentico con la Sardegna più selvaggia. Chi rispetta le regole contribuisce a far sì che questa spiaggia sarda resti un patrimonio per le generazioni future.
La sua elezione a spiaggia più bella del mondo nel 2025 conferma ciò che chi la visita sa da tempo: pochi luoghi al mondo uniscono in modo così perfetto mare e montagna, roccia e acqua limpida.
Domande Frequenti su Cala Goloritzé
Chi può visitare Cala Goloritzé?
Chiunque in buone condizioni fisiche, con scarpe adeguate e prenotazione. Non è adatta a chi ha difficoltà di deambulazione o a bambini molto piccoli per la difficoltà del sentiero.
Consiglio: valutare onestamente la propria preparazione fisica prima di prenotare.
Cosa portare per una giornata a Cala Goloritzé?
Acqua in abbondanza, cibo, crema solare, cappello, scarpe da trekking, costume e, se si vuole, attrezzatura da snorkeling. Non ci sono servizi.
Consiglio: preparare uno zaino leggero ma completo e non lasciare alcun rifiuto.
Quando è meglio visitare la baia?
Da aprile a ottobre, evitando i giorni di maggior affollamento di luglio e agosto se possibile. Le prenotazioni si aprono settantadue ore prima.
Consiglio: prenotare esattamente all’apertura delle disponibilità e partire molto presto al mattino.
Come si prenota l’accesso a Cala Goloritzé?
Tramite l’app Heart of Sardinia o il sito ufficiale del Comune di Baunei. Il QR code va esibito ai controlli.
Consiglio: scaricare l’app in anticipo e impostare un promemoria per l’orario di apertura delle prenotazioni.
Dove si trova esattamente Cala Goloritzé?
Nel comune di Baunei, parte meridionale del Golfo di Orosei, costa orientale della Sardegna, provincia di Nuoro (Ogliastra).
Consiglio: raggiungere Baunei in auto e seguire le indicazioni per l’Altopiano del Golgo e Su Porteddu.
Perché Cala Goloritzé è così protetta?
Per preservare un monumento naturale di valore eccezionale da erosione accelerata e overtourism. Le regole mantengono l’integrità di arco, Aguglia e acque.
Consiglio: rispettare rigorosamente i limiti di accesso e le distanze di ormeggio per contribuire alla tutela.

