Cosa vedere ad Acerenza, la città cattedrale della Basilicata?
Ecco per te sette buoni motivi per visitare questo piccolo gioiello situato sugli altopiani lucani.
1. La cattedrale di Santa Maria Assunta, luogo storico ricco di misteri
La cattedrale di Santa Maria Assunta è il simbolo di Acerenza, un vero must da visitare e vedere.
Un imponente creatura architettonica, in stile romanico francese, costruita tra l’XI e il XIII secolo sui resti di una chiesa paleocristiana a sua volta costruita su un tempio pagano dedicato ad Ercole Acheruntino.
Testimonianza del dominio Normanno, la cattedrale di Acerenza presenta un fascino ancestrale ricco di sacralità e incontri di stili artistici diversi.
Di particolare rilevanza e pregio il portale d’ingresso, decorato da bassorilievi e sculture raffiguranti animali ed esseri umani avvinghiati tra loro, e la cripta, situata al di sotto del presbiterio, nella quale si raccoglie l’arte rinascimentale del pittore Giovanni Todisco.

I segreti della cattedrale: i Templari e Dracula
Ad alimentare ulteriormente il fascino della cattedrale i misteri e le leggende legati ai Templari e al famigerato vampiro Dracula.
Acerenza nasce come insediamento militare normanno contro gli arabi, un punto di partenza e di arrivo per molti cavalieri della Terrasanta tanto che, nelle strutture più antiche della città, si possono trovare molti riferimenti all’Ordine dei Templari.
Ma la cosa più interessante legata ai Templari ad Acerenza è un’altra: leggenda vuole che in una finestra murata, situata nella cripta della Cattedrale, sia custodito il Sacro Graal.
E Dracula?
Pare che Maria Balsa, figlia del conte Vlad III di Valacchia (meglio noto come Dracula), sia sepolta nella cripta della cattedrale.

A favore di questa teoria ci sono svariate prove.
Dall’araldica con il dragone (simbolo di Vlad III) impressa sulle mura della cattedrale ai rimandi alla Romania e ai vampiri presenti all’interno della cripta.
Dentro quest’ultima è presente un bassorilievo dedicato a Lilith, la madre dei vampiri e nella cappella si può ammirare un affresco di Sant’Andrea, il protettore della Romania e proprio di fronte a questo un altro affrescato nel quale è raffigurata Santa Margherita di Antiochia mentre combatte contro un drago.
2. I palazzi del centro storico
Dalla cattedrale si continua a respirare storia esplorando il centro storico del borgo.

Qui possiamo ammirare la bellezza e la raffinatezza del palazzo cinquecentesco della Pretura, dei palazzi gentilizi del 1700 arricchiti da sculture ed effigi delle antiche famiglie di Acerenza.
La circumnavigazione del borgo può terminare con la visita al palazzo della Curia vecchia, una struttura imponente nella quale lo stile architettonico normanno si incontra con quello svevo e longobardo
3. I Musei, tra arte sacra e contadina
All’interno del Palazzo Arcivescovile si trova il Museo Diocesano d’Arte Sacra.
Qui sono custoditi importanti oggetti provenienti dalle chiese della diocesi: sculture, dipinti su tela e tavola, manoscritti sacri, legni a soggetto sacro intagliati da artigiani locali sono le opere che è possibile vedere nelle sale del museo.
Tappa fondamentale di questo tour è la visita alla Sala degli Stemmi, una galleria del 1709 affrescata con 86 pannelli in noce realizzati da un artista locale.
Sui pannelli, oltre a diversi stemmi araldici, sono rappresentati scorci di come si viveva in passato ad Acerenza.

Piccolo museo assolutamente da vedere è quello de La Casa Contadina.
Al suo interno è riprodotta fedelmente l’abitazione di una famiglia di braccianti della prima metà del 1900, con tutti gli utensili e la cucina.
Altro gioiello che ci riporta indietro nel tempo è il Parco delle Cantine.
Qui sono conservate tutte le cantine usate per la lavorazione del vino che venivano costruite scavando nella roccia arenaria. Opere rupestri utilizzate ancora oggi per la conservazione del vino.
4. Il lago di Acerenza
Per gli amanti della natura e del green non c’è niente di meglio che passare una giornata ai piedi del borgo, al Lago di Acerenza.
Il bacino, creato artificialmente nel 1984, è famoso per la sua florida flora tipica dell’Appenino Lucano e per la ricca fauna tra cui spiccano lupi, volpi, cinghiali, lepri e lontre.

Il lago è anche il luogo perfetto per fare birdwatching e vedere fantastici esemplari di uccelli: dal casotto, posto sul lato est del bacino, è possibile ammirare nibbi, sparvieri, falchi e di notte si possono vedere persino i gufi.
Inoltre è consentita la pesca sportiva e per gli amanti delle escursioni e del trekking sono presenti diversi percorsi da percorrere a piedi o in bici.
5. Vedere gli alpaca
Ad Acerenza, grazie a Basilicata Alpaca, c’è un pezzo di Perù in Basilicata.
Basilicata Alpaca è il primo ed unico allevamento di Alpaca presente nel Sud Italia.

Grazie alla fattoria didattica è possibile far visita all’allevamento ed entrare in contatto, attraverso laboratori ed escursioni, con questi fantastici animali peruviani.
Basilicata Alpaca è un’esperienza perfetta per stare in mezzo alla natura e nel contempo conoscere i simpaticissimi e docilissimi Alpaca.
6. Per i romantici, la Fontana di San Marco
La Fontana di San Marco è una struttura simbolica di Acerenza.
Costruita nel 1831 in stile neoclassico, la fontana presenta la tipica forma di una tholos di stile greco con colonne ioniche che, insieme ai gradoni della base e il tipico stile lineare settecentesco, donano all’intera struttura un senso di imperiosità e imponenza.

Oltre al lato artistico questa fontana presenta anche un lato romantico e nostalgico.
La fontana di San Marco è conosciuta anche come La funtan d’ u scurd.
Questo nome deriva dal fatto che quando un cittadino emigrava, la fontana era l’ultima cosa che vedeva prima di salutare Acerenza per sempre.
7. Buon cibo e Vino DOC
Acerenza non è solo un luogo dove rifarsi gli occhi ma è anche il posto perfetto per leccarsi i baffi ed esaltare le papille gustative.
Basta sedersi in uno dei ristoranti del centro storico e assaggiare i gustosi piatti della tradizione culinaria acheruntina.
Maccheroni “a desch’t”, ovvero una pasta fatta a mano condita con sugo di carne o abbinata ai legumi, i “z’zridd”, una pasta molto piccola da mangiare con fagioli o lenticchie.
Infine la selezione golosa dei dolci dai “sasanidd” alla lagana chiappout, preparata con la lagane, una pasta di grano duro tirata a mano, e aromatizzata con cannella, noci, mandorle e vino cotto.

Oltre al cibo nel borgo si può brindare con dell’ottimo vino DOC.

Acerenza è uno dei fulcri principali della produzione dell’ Aglianico del Vulture DOC, uno dei vini più pregiati di tutta la Basilicata.
Questo vino è un rosso al profumo di frutti di bosco e caratterizzato da un sapore di legno e vaniglia, perfetto per essere sorseggiato con salsiccia e soppressata acheruntina e col pane di semola rimacinata di grano duro tipico del borgo.
